Questa pagina è dedicata alle storie che meritano di essere riviste, perché cambiamo noi, e con noi cambia anche lo sguardo.
Rivedere un film significa incontrarlo di nuovo, da un altro punto della vita: cogliere dettagli prima invisibili, ritrovare emozioni, o scoprirne di nuove
Qui non troverai Film e serie TV che parlano ancora, che accompagnano, che restano.
Prenditi il tempo.
Alcune storie sanno aspettare.

Da qui all’eternità
Titolo originale: From Here to Eternity
Anno: 1953
Paese: USA
Genere: Drammatico, sentimentale
Durata: 112 minuti Regia: Fred Zinnemann
DOVE VEDERLO RAIPLAY
Il film racconta, poco prima di Pearl Harbor, le vite intrecciate di alcuni militari e civili in una base americana: un sergente severo ma leale, un trombettiere che rifiuta la violenza, la moglie sola di un ufficiale, un soldato allo sbando e una giovane donna che lavora in un locale. Un melodramma corale fatto di passioni, conflitti interiori e desiderio di riscatto, sospeso sull’orlo della tragedia storica.

Titolo originale:Train
Anno: 2020
Paese: Corea del Sud
Genere: Thriller, crime, fantascienza
Episodi: 12
Durata episodi: ~60 minutiRegia:Ryu Seung-jin
Sceneggiatura:Park Ga-yeon
DOVE VEDERLO: NETFLIX
SERIE COREANA. Una tragedia sconvolge la vita della moglie di un deputato, portandola al centro dell'opinione pubblica e obbligandola a confrontarsi con i segreti del suo passato turbolento. AUDIO IN COREANO O SPAGNOLO - SOTTOTITOLI IN ITALIANO
E’ una storia molto bella, io l’ho vista tutta nonostante l’impegno di guardare i sottotitoli, perchè davvero più guardavo e più ero curiosa di vedere la fine. E’ un misto di dramma e mistero. Tra la corruzione politica e i segreti familiari, ci si confronta con culture diverse, dove la competizione non è così marcata e le dimostrazioni di forza non sono così evidenti, una civiltà abituata a muoversi in maniera pacata, atteggiamenti sommessi. Una storia ambientata a Seul, dove le storie di donne violentate da uomini abituati ad ottenere tutto, denunciano l’accaduto rischiando di risultare alla fine le artefici di disgrazie familiari, addossandosi la colpa anche del suicidio dell’aggressore.
