
Il mio percorso è iniziato il 28 settembre.
Non sono partita con tutte le risposte in tasca e, a dire la verità, nemmeno sapevo bene da dove cominciare.
A spingermi è stato soprattutto il desiderio di prendermi cura di me.
Mi sono resa conto che il peso raggiunto, insieme alla poca attenzione che avevo dedicato alle mie abitudini, poteva contribuire a rendere ancora più difficile la convivenza con il mal di schiena.
Non volevo più rischiare di trascorrere intere giornate senza riuscire a fare quello che desideravo, affidandomi agli antidolorifici senza ottenere sempre il sollievo sperato.
Sentivo il bisogno di provare a cambiare qualcosa, partendo da ciò che potevo fare nella mia quotidianità.
Ho iniziato così a documentarmi sull'alimentazione, cercando di capire come organizzare i pasti e quali scelte potessero aiutarmi a prendermi maggiormente cura di me.
Naturalmente, all'inizio avevo tante domande.
Leggevo informazioni, cercavo di orientarmi tra calorie, alimenti e quantità, ma non era sempre facile capire quali indicazioni fossero davvero adatte a me.

Nei primissimi giorni ho provato il digiuno intermittente con lo schema 16/8: sedici ore di digiuno e una finestra di otto ore nella quale concentrare i pasti.
Nel mio caso, questo significava saltare la colazione.Pensavo di poterci riuscire, ma mi sono accorta abbastanza presto che non era una soluzione adatta alle mie abitudini.
Arrivavo a pranzo con tanta fame e la sera la situazione diventava ancora più difficile.
Mi sono chiesta se avesse davvero senso continuare a seguire uno schema che mi faceva vivere così i pasti.
Non volevo soltanto dimagrire: volevo anche trovare un modo di mangiare con cui sentirmi a mio agio.
Ho deciso quindi di cambiare approccio e provare una finestra di digiuno più breve, di circa dodici ore, così da poter reinserire la colazione.
È stata una delle prime cose che ho imparato: non tutto quello che leggo o che funziona per qualcun altro deve necessariamente funzionare anche per me.

Il 2 ottobre ho deciso di ricominciare a fare colazione.
Per me è stato un piccolo cambiamento, ma significativo, perché avevo capito quanto fosse difficile affrontare la giornata saltando il primo pasto.
La prima colazione che ho registrato nella mia app era composta da due alimenti molto semplici: un bicchiere di latte, un piccolo plum cake.
Era una colazione semplice, quella che avevo scelto in quel momento, mentre cercavo ancora di capire come organizzare la mia alimentazione.
Oggi, ripensandoci, non voglio giudicare quella scelta soltanto dal numero delle calorie.
Mi interessa soprattutto raccontare che cosa stavo imparando e come il mio modo di ragionare sul cibo sia cambiato nel tempo.
All'inizio avevo impostato un'alimentazione che prevedeva circa 1.300 kcal al giorno, questo perchè avevo seguito quello che mi era stato impostato da un'app scaricata.
Mi sembrava un modo concreto per tenere sotto controllo quello che mangiavo, ma con il passare dei giorni ho iniziato a farmi delle domande sulla quantità complessiva di cibo e sulla velocità con cui stavo perdendo peso.
Mi sono resa conto che concentrarmi soltanto sul dimagrimento non era sufficiente.
Dovevo considerare anche se stessi mangiando in modo adeguato e se le mie scelte fossero sostenibili nel tempo.
Parlando con i miei figli, ho scoperto che si erano interessati all'alimentazione già da tempo e che avevano approfondito alcuni aspetti che io stavo appena cominciando a conoscere.
Le loro osservazioni mi hanno spinta a informarmi meglio, e mio figlio mi ha anche consigliato di cambiare app per registrare i pasti.
È stato un aiuto prezioso, perché mi ha fatto capire che non dovevo limitarmi a inserire gli alimenti e sommare le calorie.
Era importante imparare a guardare l'alimentazione nel suo insieme: la varietà, le quantità, i diversi nutrienti e le mie esigenze personali.
Ho cominciato così a capire che dimagrire rapidamente non è necessariamente sinonimo di mangiare nel modo giusto, inoltre a lungo andare sarebbe stato controproducente in quanto il nostro corpo entra in modalità allarme ed inizia a bloccare il calo del peso per salvaguardarsi
Un'alimentazione troppo restrittiva può anche rendere più difficile assumere tutto ciò di cui abbiamo bisogno, perciò le quantità adatte a me non potevano essere stabilite semplicemente guardando il peso sulla bilancia.
Questo è stato soltanto l'inizio del mio percorso.
Avevo già cominciato a cambiare alcune abitudini, ma ero ancora lontana dall'avere un'alimentazione che sentissi davvero equilibrata.
E va bene così.
Non mi aspetto di sapere tutto in poche settimane.
Sto imparando a documentarmi, a confrontare le informazioni e a capire che cosa può essere utile nella mia vita quotidiana, senza prendere ogni indicazione come una regola da seguire alla lettera.
È proprio questo che vorrei raccontare in queste pagine: le mie scelte, le domande che mi sono posta e le scoperte che sto facendo.
Non per proporre un modello da imitare, ma per condividere un'esperienza reale, con i suoi tentativi e i suoi cambiamenti.
Perché, almeno per me, imparare a mangiare in modo più equilibrato significa anche imparare a conoscermi meglio e a prendermi cura di me.

E' già quasi un mese che sono in dieta e...guardandomi indietro mi dico: sono stata brava. La strada è ancora lunga ma non mi devo scoraggiare perchè ho trovato un metodo per non rinunicare a qualche golosità e qualche sfizio senza però che diventi un'abitudine dannosa.
Oltre che alle calorie devo stare attenta ai grassi, alle proteine, a fare un po' di esercizio, camminare, andare in bici...insomma fare un po' di movimento ma devo stare attenta a non esagerare perchè ho sempre dei problemi alla schiena che non mi permettono di muovermi come vorrei.
Per quanto riguarda le calorie da assumere ogni giorno ho valutato l'esigenza di restare in quelle consigliate ogni giorno senza fissarmi di pesare il cibo, e preparare dei pasti bilanciati già in precedenza e registrarli . In questo caso l'app che mi ha consigliato mio figlio mi viene in auto.
A proposito delle calorie giornaliere mi sono informata ed ho trovato questo schema:

Ora sto più attenta a fare la spesa, ho iniziato a guardare quindi i valori nutrizionali dei prodotti che compro, oltre ovviamente al prezzo ed ho scoperto che alcuni cibi, che pensavo fossero piu' leggeri contengono invece tante ma tante calorie.
Rispetto alla prima colazione, oltre a variare ogni giorno, ho introdotto nuovi alimenti che mi saziano di piu' e rivalutato le colazioni ipercaloriche con biscotti che facevo fino a poco tempo fa.
Ho realizzato, esaminando con calma le varie confezioni, che anche i biscotti delle marche che promettono miracoli, sono comunque molto calorici, e un solo biscotto non basta a saziarmi quindi conviene mangiare qualcosa di integrale, pane o fetta biscottata,con un velo di formaggio spalmabile e un velo di marmellata: con le stesse calorie ti sazia di piu'.
Un'alternativa puo' essere il kefir, girando diversi supermercati ne ho scoperti di diversi gusti. accompagnati ai fiocchi di avena, banana schiacciata offrono un'ottima colazione sostanziosa, tanto da eliminare qualsiasi spuntino prima del pranzo. E quest'ultimo "segreto" mi è stato svelato da una cara amica.
U'altra alternativa, sempre parlando di colazione, può essere uno yogurt greco e un paio di cialde di riso con cioccolato fondente e una tisana senza zucchero.




Una precisazione: racconto la mia esperienza personale, che non costituisce un piano alimentare da seguire. Il fabbisogno calorico e le modalità più adatte per perdere peso variano da persona a persona. In caso di dolore persistente, condizioni di salute o obiettivi di dimagrimento, è opportuno confrontarsi con il proprio medico e con un professionista della nutrizione.
